Perché Halloween

Perché Halloween ha preso piede in Italia

Quando andavo alle superiori la festa di Halloween era qualcosa che affascinava noi ragazzi (ogni scusa era buona per avere qualcosa da festeggiare), ma che gli adulti guardavano con sospetto: perché andare in giro mascherati se non è Carnevale? Cosa centriamo noi con una festa straniera?

Ricordo la professoressa d’inglese che ci spiegava le origini di questa festività, che deriva dal capodanno celtico Samhain. La credenza è che, durante la notte tra il 31 ottobre e l’1 novembre, la linea di demarcazione che separa i vivi e i morti si assottigli a tal punto che si possa creare un contatto tra chi c’è e chi c’è stato. Ed è proprio da questa connotazione che deriva l’usanza di mascherarsi da scheletri, che poi si è estesa a qualunque personaggio interpretato come “scuro”.

Oggi Halloween viene festeggiato da tutti: per la prima volta quest’anno dei bambini hanno suonato il mio campanello per il famoso dolcetto o scherzetto (lo confesso, ho fatto finta di non essere in casa, non eravamo equipaggiati!) e anche gli adulti si mascherano e vanno a feste a tema.

Così mi sono chiesta come mai abbia preso tanto piede qui in Italia. Molti direbbero che è colpa della corruttibilità della nostra cultura, che abbiamo “acquistato” una festività anglosassone come tante altre. E magari hanno parzialmente ragione.

Quello che penso io è che il motivo più importate è che ci piace mascherarci. Alla maggior parte delle persone piace pensare ai costumi, al trucco e l’idea di uscire di casa, anche se solo per una notte, essendo qualcun altro. Esattamente come il Carnevale, Halloween porta con sé un’aura di evasione, di sovversione dell’ordine delle cose, di nuove opportunità e libertà.

Ognuno di noi è abituato ad pensare a “Se Stesso” e al proprio carattere come ad un monolite immutabile che gli è stato dato in dotazione ad un certo punto della propria vita è che molto difficile da modificare. La verità è che siamo ricchi di complessità e che c’è tutto un mondo dentro di noi che giace in qualche modo sopito: nel Voice Dialogue si parla di Sé Rinnegati per indicare tutte quelle parti di noi che non ci concediamo di esprimere quasi mai.

Di solito sono pensieri scomodi, socialmente non accettati o giudicati, comportamenti che abbiamo giurato di non tenere mai. Consumiamo tantissima energia per “tenere a bada” tutto questo, ed è per questo che spesso abbiamo bisogno di “sfogarci”.

Mascherarci, soprattutto interpretando personaggi oscuri come mostri, streghe, fantasmi è una valvola di sfogo innocua, divertente, socialmente accettata che quindi ricerchiamo e viviamo piacevolmente. È l’occasione per sovvertire il nostro ordine interno per una notte ed lasciare un po’ di spazio alle nostre parti più cattive, sregolate, egoiste e, diciamocelo, a volte più simpatiche.