come smettere di lamentarsi

Quando la lamentela è tutta intorno a noi

Come ho scritto nell’articolo “Via d’uscita dalla lamentela”, mi occuperò di questo tema molto caldo in Italia per qualche articolo.

In questo secondo post parlerò di cosa succede a vivere in un mondo in cui la maggior parte delle persone intorno a noi si lamentano spesso e volentieri. Per carità, tutti abbiamo bisogno di momenti in cui poterci liberamente sfogare per poi archiviare e andare avanti. Il fatto è che spesso ne siamo completamente immersi: in coda al supermercato, in tv, sui social, quando andiamo a trovare la zia/nonna/vicina di casa, in ufficio… la lamentela è uno sport che in Italia conosciamo fin troppo bene!

L’aspetto difficoltoso della questione è che la lamentela è contagiosa: quando viviamo immersi in ambienti “lamentosi” iniziamo ad ingrigirci a nostra volta. Tutto sembra più difficile, abbiamo paure che non capiamo bene da dove arrivano e soprattutto ci sentiamo in dovere di non essere troppo felici.

Sentiamo una sorta di dovere sociale che ci impone di condividere i fardelli altrui: per far parte di questa società, per sentirci a nostro agio nella quotidianità abbiamo bisogno di non essere troppo diversi dagli altri. Si chiama appartenenza e nasce dal bisogno umano di entrare in contatto con gli altri e sentirci al sicuro nel mondo che ci circonda.

Così, senza neanche rendercene conto, barattiamo la nostra possibile serenità con una sorta di pace sociale: acquisiamo il punto di vista “mai ‘na gioia” e iniziamo a notare tutto ciò che non va nella nostra vita. Anche quando attraversiamo periodi positivi sentiamo un retrogusto di preoccupazione perché, si sa, “le cose non possono andare bene per sempre”. “Arriverà prima o poi una sfiga che mi porterà via ciò che ho”.
E inconsciamente iniziamo a creare le condizioni perché queste “sfighe” arrivino davvero. Per poter continuare a sentirci al sicuro, a fare parte del nostro ambiente sociale con comodità.

Come combattere tutto questo? Una regola sociologica recita “diventi le 5 persone che frequenti più spesso”. Quindi per poter uscire da questo bagno di lamentela è necessario partire da un bagno di realtà:

Che programmi guardi in tv? Che siti/pagine Facebook frequenti più spesso?
Prendi il telegiornale come oro colato o cerchi anche notizie diverse, punti di vista alternativi?
I tuoi amici più stretti sono persone soddisfatte della propria vita o si sono arrese ad una quotidianità grigia che le sovrasta?
Quanto tempo dedichi a raccontare le cose che non vanno?
Quanto tempo dedichi a parlare male di altre persone?

Dalle risposte a queste domande, puoi iniziare a farti un’idea di quando sia profondo il tuo livello di “lamentite esterna”, in ogni caso non preoccuparti: sapere come stanno le cose, capire come mai a volte hai la sensazione che un’ombra grigia ti abbracci, è il primo passo per riportare i colori nel tuo quotidiano.

Come? Coltivando alcune nuove abitudini (ti fornirò qualche spunto, ma la creatività è bene accetta!):

Dedica del tempo ai tuoi progetti: quali sono le cose che vorresti realizzare, che magari sono lì a prendere polvere tra i tuoi pensieri?
Raccontali al persone che reputi affidabili e positive, chiedi loro consigli su come arricchirli e renderli realizzabili
Cerca dei siti internet o delle Pagine Facebook che contengano buone notizie o che siano propositive, come ad esempio Avaaz. Quando ascolti una notizia prova a cercare informazioni per sentire anche altri punti di vista in merito
Nel dubbio, spegni la tv e accendi una passeggiata: l’aria fresca stimola il cervello e lo alleggerisce
Annota nella tua mente episodi buffi o divertenti che ti capitano e prima di parlare di ciò che non va (di cosa ha fatto il tuo capo/la vicina di casa/la suocera/il governo/etc) raccontali alle persone con cui chiacchieri
Coltiva le tue passioni: cosa ti piace fare? Ci sono degli hobby che non coltivi da un po’? Riprenderle in mano ti aiuterà ad avere nuovo entusiasmo ed energia e a  conoscere persone nuove che condividano i tuoi stessi interessi
Fai qualcosa per gli altri: donare il sangue, fare volontariato, donare abiti che non usi più… Sono tutte attività che ti permettono di reagire alla lamentela, sentire che non è tutto “mai ‘na gioia”: le difficoltà esistono (e non ti sto certo consigliando di fare finta di niente!), ma si possono affrontare e superare. Insieme.

Hai altre idee? Scrivile nei commenti al post!

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