In questo periodo sto lavorando intensamente all’evoluzione della mia Scuola di Coaching, che esiste dal 2020 e ha formato quasi 200 professionistə in questi 6 anni.
Mi sono accorta di quanto spazio non le stavo dando nella mia comunicazione: perché si è sempre venduta da sola, grazie al passaparola, e hai risultati incredibili che portiamo allə nostrə allievə.
Questo Substack è supportato dai Reader. Per ricevere nuovi Post e supportare il mio lavoro, considera di diventare un abbonato gratuito o un abbonato a pagamento.
E ho capito quanto invece sia importante parlarne di più, perché il coaching – puro e integrato nella propria professione – rappresenta il futuro di chi non vuole restare indietro e veder collassare il proprio lavoro.
Quindi oggi rimedio, e ti racconto una cosa che ho capito già 3 anni fa, quando ancora nessuno ne parlava.
Ma partiamo dall’inizio.
Devi sapere che ho iniziato a formare coach nel 2020, appena usciti dal primo lockdown, perché mi è stato letteralmente chiesto da diverse persone che non si conoscevano tra loro.
In questi 6 anni ho formato quasi 200 persone a livello professionale, e ho imparato tanto.
Una delle cose più importanti che ho imparato è che insegnare è un’arte e che fa per me: formare coach e professionisti è stato il prossimo passo della mia vita professionale.
E poi ho capito un’altra cosa, davvero importante:
i professionisti della relazione d’aiuto e della consulenza che non integrano il coaching nella propria professione, resteranno indietro.
E ne ho le prove.
Le migliori strategie del mondo non bastano
Negli ultimi anni ho accompagnato pedagogiste, nutrizioniste, consulenti di marketing, consulenti di business e finanziari, naturopate, personal trainer, e anche educatrici cinofile ad integrare il coaching nel proprio lavoro.
Perché puoi avere in mano le migliori strategie del mondo, ma se il tuo cliente non riesce a metterle in atto, verrai comunque percepitə come inefficace.
La maggior parte delle persone non riescono a mettere in atto le indicazioni che ricevono perché hanno dei blocchi.
Blocchi che non hanno nulla a che fare con le strategie in sé, ma hanno a che fare con la propria mente, le proprie emozioni, i propri schemi.
Cosa succede quando quegli schemi non vengono sbloccati
Senza sbloccare quegli schemi le tue consulenze non funzioneranno, portando a diversi risultati disastrosi, riassumibili così:
- Sofferenza del cliente: non c’è niente di peggio di investire denaro in un percorso e non ottenere risultati. Non solo perdi l’investimento economico ma la tua autostima peggiora, perché le persone sono naturalmente portate a pensare “sono io che ho qualcosa che non va”. Praticamente si fa del male ai clienti invece di aiutarli (in Autentica ho almeno 2 allieve che sono andate 1 anno in terapia dopo un percorso di marketing che non le ha aiutate a sbloccarsi nonostante le giuste strategie).
- Perdita di clienti: clienti frustrati e insoddisfatti, che vanno da un concorrente che ha capito questa cosa tempo fa e si è adeguatamente formato.
- Pubblicità negativa: nel frattempo diranno in giro “sì ho fatto un percorso con lei/lui ma non ha funzionato”.
Il mercato se ne sta accorgendo
Stanno nascendo sempre più figure professionali complete, che uniscono la strategia al coaching.
Le mie allieve che 2-3 anni fa hanno iniziato a farlo, adesso stanno dominando il loro mercato.
Penso a Silvia, una pedagogista, che è cresciuta in modo incredibile sui social, ha pubblicato un libro, e ha creato insieme ad altre mie allieve un master dedicato ai professionisti come lei.
Ad Alice, una nutrizionista, che ha creato un metodo per liberarsi della bilancia e delle diete e perdere peso lo stesso, attraverso una consapevolezza di sé profonda.
A Elena, la prima coach cinofila italiana, che ha l’agenda talmente piena che stiamo creando una scuola di coaching cinofilo insieme, per formare altre educatrici cinofile nel metodo che lei ha creato con noi e sta portando avanti con incredibile successo.
E potrei continuare all’infinito!
Anche se ti occupi di business questo aspetto è fondamentale: il mio percorso Autentica è andato sold out in pochi giorni al suo primo lancio.
Perché finalmente non si lavora solo sulla strategia di comunicazione, ma anche su cosa blocca le professioniste nel comunicare in modo potente ed efficace.
Ho scelto di creare un podcast che racconti queste storie, arriverà presto.
Un’opportunità che non tornerà
Questo è il momento giusto per adeguarsi ai tempi che cambiano, alle esigenze che il tuo mercato ti sta mostrando.
Il coaching sta diventando l’elemento che distingue un qualsiasi professionista completo, da un generico “consulente” che non riesce più ad aiutare davvero i propri clienti.
Ormai non basta più saper dare una dieta per essere una brava nutrizionista.
Non basta più fare una buona strategia per essere un buon consulente di marketing.
Non basta più dire ad un genitore come dovrebbe comportarsi per aiutare i propri figli.
Oggi, se vuoi fare un buon lavoro e non creare clienti insoddisfatti e frustrati, devi aiutarli a sbloccarsi.
Sbloccarsi mentalmente, emotivamente e nella capacità di agire.
Ecco perchè integrare il coaching nel proprio lavoro è ormai più che fondamentale.
So che è successo anche a te
Sono sicura che sai di cosa sto parlando, che hai avuto più di un cliente a cui hai messo in mano strategie perfette per lui o per lei, studiate nei minimi dettagli. Facili da seguire, da mettere in pratica senza stress.
Ci hai messo la tua immensa competenza, la tua esperienza, e la tua grande capacità relazionale.
Hai presentato al tuo cliente la strategia con attenzione, cura, precisione e magari anche amorevolezza.
Il cliente potrebbe averti detto “oddio che figata, ma sarò all’altezza?” oppure “oddio che figata, ma io non ce la farò mai!!”, o i tuoi preferiti “wow ma è perfetto, grazie! Da domani la applicherò!!”
E poi il vuoto o la fatica.
Nel migliore dei casi il cliente ti ha condiviso il suo blocco, ti ha detto che tu sei statə incredibile ma evidentemente lui/lei hanno qualcosa che non va.
Nel peggiore dei casi il cliente è sparito, non ti ha più risposto o aggiornato e tu ti stai ancora chiedendo cosa hai sbagliato.
Oppure hai accettato l’idea che succede che alcuni clienti non ce la facciano.
Ma allora perchè a quel tuo competitor non capita?
Perché accade e come non farlo accadere più
Qualche mentore potrebbe averti convintə del fatto che sia normale, ed è vero.
Esistono i clienti che, per quanto il nostro impegno sia massimo, non hanno in quel momento le risorse per portare fino in fondo la propria trasformazione o i propri obiettivi.
Ma se non hai fornito a quel cliente degli strumenti per sbloccarsi a livello mentale ed emotivo, non stai facendo il massimo.
E non hai bisogno di un’altra laurea, o un ennesimo corso tecnico per migliorare.
Hai bisogno di renderti conto di una verità banale, ma potente:
I tuoi clienti sono persone e le persone sono tridimensionali.
Fino ad ora tu hai preso in considerazione solo una parte dei tuoi clienti: la corteccia prefrontale. La parte logico-razionale per cui 1+1 fa sempre 2.
Ma sai con quali parti di noi prendiamo decisioni? Raramente solo con quella parte.
Anzi, di solito, quando ci sono blocchi ed insicurezze, sfiducia, perfezionismo, bisogno di controllo (ad esempio, ma i blocchi possono essere infiniti!) non si arriva neanche alla corteccia prefrontale.
Decidi molto più in fretta con parti del cervello (come l’amigdala) che sono velocissime, emotive, istintive, e che seguono regole diversissime dalla razionalità.
Leggi del tipo “se mi mostro e va male resterò solo al mondo, fallirò completamente e nessuno mi amerà più”. Per cui quel post su instagram non viene pubblicato.
Oppure emozioni incontrollate di rabbia, paura che prendono il sopravvento.
O meccanismi di distrazione che mandano in confusione o fanno rimandare le azioni che sappiamo di dover fare.
Noi funzioniamo così, anche tu funzioni così.
Per questo se vuoi che un tuo cliente scelga di mettere in atto le strategie che tu gli indichi, devi saper agire al livello più profondo e potente della corteccia prefrontale e razionale.
A livello in cui 1+1 può fare anche 11. O infinito.
Ecco, il coaching è quella formazione che può permetterti di fare tutto questo.
E se scegli la scuola giusta, questa evoluzione non sarà solo professionale, ma anche personale: perchè anche tu hai certamente dei blocchi che ti stanno ostacolando e fermando da tempo (come me e tutti gli altri esseri umani!).
E la giusta scuola di coaching si occuperà prima della tua consapevolezza ed evoluzione e poi della formazione più professionale e tecnica.
Ho scritto una guida per aiutarti a scegliere la scuola di coaching più adatta a te, la trovi qui.
Se vuoi confrontarti su quello che ti ho scritto, hai domande, vuoi sapere se questo ragionamento vale anche per la tua professione sono disponibile a parlarne insieme nei commenti!