come smettere di paragonarsi agli altri
/ by Silvia Abrami

Smettere di paragonarsi agli altri: la via della felicità

Abbiamo visto nel precedente articolo quali danni a noi e ai nostri rapporti crea il paragonarsi agli altri in modo disfunzionale o tossico.
E come questo nostro paragonarci assomigli ad un morbo che lentamente ci divora.

Si può guarire da questa tendenza al paragone?
Esiste una cura? Da dove si parte?
Da un cambio di prospettiva, dall’accorgerci che:

  • stiamo guardando un modello distorto della realtà
  • non stiamo guardando noi stessi 

È un lavoro quotidiano e certosino di rapporto con noi stessi, per renderci conto che abbiamo delle caratteristiche soltanto nostre che non c’entrano con le caratteristiche degli altri e… meno male!
E, ti rivelerò un segreto, questa è anche la via della felicità.

Le nostre fragilità sono importanti, quelle che chiamiamo imperfezioni, che non ci permettono di arrivare dove arrivano Marta, Luca, Giovanna. Perché molto probabilmente non è lì che dobbiamo arrivare.
Perché molto probabilmente siamo destinati a un altro percorso ed è in quell’altro percorso la nostra felicità. Occorre capire qual è la nostra strada, ascoltarci e recuperare una dimensione nostra, dare valore a chi sei tu, a chi sono, in modo che gli altri divengano uno sprono a migliorarci ma NON la nostra meta.
Le caratteristiche degli altri, i loro successi, non sono la nostra meta.

Le nostre fragilità sono importanti: scrivere è un modo per ascoltarle
Ho sempre scritto tanto, fin da bambina. Scrivere è un modo per stare con noi stessi e ascoltare quelle fragilità che di solito non vogliamo mostrare a nessuno.

La nostra via per la felicità

Come facciamo a trovare la nostra via?
Mi spiace essere ripetitiva ma… osservandoci e ascoltandoci.
Mi capita spesso di vedere che le persone non rispettino, per esempio i propri tempi, come se da qualche parte vi fosse il decalogo del tempo perfetto.
Quando i nostri tempi non vengono presi in considerazione, non li prendiamo in considerazione, ci boicottiamo. 

Magari stiamo vivendo situazioni difficili, siamo stanchi, ci sono tante cose che ci assorbono energie e che ci richiedono tempi differenti da quelli che ci siamo prefissati noi in base a… non si sa quale timer.

Chi ci dice che dobbiamo essere tutti veloci e performanti entro tot minuti, ore, giorni?
Dove sta scritto che se arriviamo in tot mesi ad un obiettivo abbiamo sbagliato?
Dove è il timer della vita dove c’è scritto quali sono i parametri?

Torniamo sempre lì: al paragone disfunzionale con una realtà a sua volta disfunzionale.

Mi obietterai: tutto bello e giusto quello che dici, ma a me il capo, il cliente, il professore, la mia vita mi richiedono di andare più veloce!

Può essere, anzi, è sicuramente così.
Tuttavia una condizione che ti porta a sfibrarti, a lacerare ogni tuo filo nella rincorsa di un perfezionismo per te assurdo non farà altro che affossare la tua autostima e farti stare male sempre di più.
Insomma: un girone infernale.

Può darsi che la tua realtà vada ripensata, ristrutturata (attenzione: non sto dicendo butta tutto alle ortiche subito! Ripensare non è lanciare tutto fuori dalla finestra).

Smettere di paragonarsi: essere la seconda edizione ha i suoi vantaggi
Una vita ripensata è una vita più consapevole. Le seconde edizioni hanno sempre un grande fascino.

Ripensare significa iniziare a dare lo spazio alla nostra unicità.
Non si ottiene da un giorno all’altro, è un cammino
Cercare cosa ci piace, seguire il proprio richiamo.
Iniziare a esser più rispettosi verso i propri tempi, scegliere cose, mansioni, luoghi, amicizie e situazioni più in linea con il nostro essere.

Capita anche che davvero si cambi lavoro in corsa, a 35 anni e anche oltre.
Perché quando ti ascolti, smetti di voler essere come tutti i tuoi colleghi, smetti di voler assecondare i desideri e le aspettative degli altri e inizi… a essere te stesso.
A seguire la tua passione e fare le cose con il tuo marchio personale, la tua caratteristica.
È allora che divieni davvero unico, affascinante, è allora che la gente ti ascolta perché sei genuino.
Perché sei tu e non c’è niente di più irresistibile di una persona che è se stessa.

Allora gli altri possono spingermi, sollecitarmi, divenire compagni di viaggio, un paragone positivo.

Unici e irripetibili come il nostro posto nel mondo

Trovare la nostra unicità è il miglior modo per essere felici e rendere il mondo un posto migliore.
Perché quando mettiamo a frutto ciò che siamo e abbiamo, risplendiamo noi e facciamo fiorire cose belle attorno a noi.

Guardati, studiati, cerca un contatto con te invece che sprecare tempo a osservare come sono e cosa sono gli altri per adeguarti a loro.
In questo senso il confronto con gli altri può essere utile, perché ti mostra dove non sei uguale, dove sei differente dall’altro. Capisco meglio come sei, dove sta la tua unicità.


Le persone più famose e importanti della storia sono persone che hanno spesso attraversato tempeste. 

Erano diverse da tutti gli standard dell’epoca ma il loro vero punto di forza fu l’aver capito chi erano e dove risiedeva ciò che le rendeva uniche, differenti.
E su quello hanno puntato!
Non dobbiamo essere tutti geni o artisti sregolati, ci mancherebbe, ma dobbiamo cercare la nostra strada.
Quello sì.
Per essere felici e pienamente realizzati.
C’è qualcosa che valga di più?

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