liberarsi dai blocchi emotivi e dal mi sento bloccato
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Come superare un blocco emotivo, mentale o professionale

Ho un progetto ma non riesco a portarlo avanti, ho un hobby e una passione ma stanno lì chiusi in un cassetto, ho un lavoro da fare e non va avanti, sento che potrei fare di più ma non riesco, ho un lavoro che non mi piace ma non so come fare a cambiare…

Queste parole le ho sentite ripetere tantissime volte, sono direi tra le motivazioni principali che spingono le persone a chiedere il mio aiuto: il bisogno di superare un blocco, di avviare un cambiamento.

Per superare un blocco c’è una strategia davvero in controtendenza rispetto a quello che di solito si tende a fare ma che porta grandi risultati se la si applica bene: curiosi?

Mi sento frustrato: non riesco a uscire da questa situazione!

Quando ci troviamo bloccati in una situazione la prima cosa che facciamo è cercare una soluzione, una strategia, tentare un approccio differente.
Che magari non risolve il problema e allora ne proviamo un’altra e un’altra e un’altra…
E finiamo per sentirci frustrati, una sensazione davvero scomoda e dolorosa.

La frustrazione è un dolore troppo a lungo provato, di quelli che ti fanno proprio dire: “Non ne posso più di stare così, sono stanca o stanco di vivere in questo modo, di avere la sensazione di non avere in mano la situazione”.

Mi piacerebbe davvero poterti raccontare che quando si arriva ad essere frustrati, bloccati, non è colpa nostra, che sia stata un po’ sfiga o perché abbiamo Saturno contro ma in realtà quando ci troviamo in un blocco c’è sempre una parte di nostra responsabilità.

Magari inconsapevole, non dico che ci siamo infilati di proposito in una posizione così difficile ma, purtroppo, come sempre, dobbiamo smettere di guardare fuori e rivolgere lo sguardo a noi.

Perché tutti i problemi che noi viviamo hanno un’origine in comune:  noi.
Non volevi sentirtelo dire, lo so.
Ma prima di mollare tutto per lo sconforto (incluso questo articolo che stai leggendo!) voglio dirti una cosa importante: responsabilità significa anche potere su quelle situazioni che ora sembrano irrisolvibili!

Suona meglio così?!
Vuoi scoprire come funziona questo tipo di responsabilità? 🙂

Come superare un blocco: una questione di valore personale

Partiamo da un esempio.
Ho un capo o un collega aggressivo, che mi dice le cose sempre malamente, sia che io abbia torto sia che io abbia ragione.
E io magari sono un soggetto che si impegna e “a modo”: faccio bene il mio lavoro e anche quando mi becco il cazziatone ingiusto comunque rispondo in modo gentile. 

Ma i miei modi gentili ed educati non servono proprio a nulla con questa persona. Continua con il suo stile, a volte ho pure l’impressione che ci prenda gusto e questa dinamica si è oramai cronicizzata: aggredisce e io incasso.

Se rispondessi a questo capo o collega in modo fermo ma non duro o collerico (mi raccomando non dite “Silvia Abrami mi ha suggerito di mandarla a… fare un giro, mettiamola così”), trattenendo le osservazioni che sono giuste ma mettessi le cose in chiaro per quelle che non hanno nulla a che fare con me e il mio lavoroche cosa potrebbe accadere?
Se affermassi insomma che certi atteggiamenti non li accetto che cosa mi potrebbe succedere?

Non intendo urlare, né essere rancorosi ma spiegare: “Questa cosa hai ragione, l’ho fatta in modo sbagliato ma non c’è bisogno di dirlo così”.

come sbloccarsi e uscire da un blocco emotivo
Prenderci la responsabilità della nostra vita ci rende liberi.

Le persone ti trattano come gli permetti di trattarti.

L’idea che se rispondo rischio il posto non corrisponde a realtà nella maggior parte dei casi. Anche in questo momento economico e sociale molto particolare: si tratta sempre di come noi permettiamo di essere trattati.
Se temi il licenziamento e per questo ti lasci schiacciare dagli altri, se non per sbroccare quando sei davvero al limite, è più facile che questo licenziamento arrivi. O che il lavoro diventi una lenta e dolorosa tortura quotidiana.

Se invece metti un limite chiaro, con calma, perché sai che questo è giusto, l’altra persona lo sente e si ferma.

Eh sì, è proprio come sospetti: è una questione che ha molto a che fare con quanto tu ti rispetti. Se non te la senti di farti valere è perché non pensi di avere un valore.

Questo è il problema e questa è la responsabilità e il potere di cui ti parlavo.

Noi siamo artefici dei nostri blocchi, siano essi blocchi emotivi o blocchi mentali quando non vogliamo risolverli, quando accettiamo la situazione o cerchiamo di risolverli con tentativi che in realtà finiscono per cronicizzarli.

Una strategia nuova: la lista di sabotaggio

Che si tratti di un blocco psicologico in senso ampio o più specifico come un blocco nel lavoro o un blocco nello studio, c’è uno strumento che può fare davvero la differenza: la lista peggiorativa.

Il progetto su cui lavoriamo non parte? La domanda giusta non è cosa posso fare per farlo partire ma è che cosa potrei fare per bloccarlo ancora di più.
Avevi avvertito che si trattava di una strategia un po’… controtendenza?!

Quello che ti suggerisco è di pensare: “Se io impazzissi e decidessi di rovinare la situazione, di mandare all’aria tutto, che cosa potrei fare nello specifico?”

liberi di uscire da blocchi emotivi e mentali

Cosa posso fare per bloccarmi di più? Per far fallire questo mio progetto?

Scrivilo. Fai un elenco scritto di tentate soluzioni o di azioni, cose che potrebbero rispondere a questa domanda e lasciati andare alla creatività nelle idee. Mettere dentro anche cose che non solo non fai ma che non faresti davvero mai.

Per esempio non farti pagare o farti pagare poco. Stare passivi nel tuo dolore.
Non fare niente, non formarti. Non seguire le tue inclinazioni e vedere a cosa potrebbero portare.

Fatta la lista guarda se dentro ci sono cose che stai già facendo.
Se ci sono o ci assomigliano hai trovato delle pepite d’oro, perché hai sotto mani i tuoi piani di auto sabotaggio.

Sembra paradossale ma la strategia sta proprio in questo: nel non cercare soluzioni megagalattiche, ma prendere in esame quelle che stai già mettendo in atto ma che sono disfunzionali.

Se ad esempio sai che farsi pagare  è un punto a sfavore, di fallimento, e ti accorgi che effettivamente tu ti fai pagare poco… lavora su quello!

Nell’esempio del capo aggressivo, se sai che dire sempre di sì è sbagliato (e lo DEVI aver inserito nella lista!!) la prima cosa su cui lavorerai è proprio questa e non cambiare o lasciare il lavoro.

Questo esercizio lo faccio in consulenza molto spesso e ho visto risultati incredibili.

Ma perché funzioni la lista di sabotaggio deve essere:

  • il più ampia possibile
  • onesta
  • vera, realistica
  • completa: non devi lasciare indietro nulla, tutto deve essere messo dentro. Tutto ciò che può sabotare, far fallire.

Deve essere puntuale e precisa e questo esercizio, se ben fatto, porta risultati e sblocca molti risultati.
Non è affatto banale la costruzione della lista, credimi: io li presso per ben benino i miei clienti su questo punto, altrimenti scrivono tre cose in croce, le più ovvie.

Esplora parti di te in cui non hai mai vagato, come un Indiana Jones della tua mente e del tuo cuore.

Lì troverai i tesori che cerchi da sempre.

Blocchi e pregiudizi

“Non so cosa fare della mia vita, non mi piace il lavoro ma non so che altro fare, cosa potrei fare di alternativo a quel lavoro”.

Ho appena descritto una situazione di blocco che mi viene riportata di frequente dai miei clienti quando mi contattano e che porta con sé una grande frustrazione.
Spesso scavando nella loro vita viene fuori che in realtà non è che non sappiano cosa altro fare o per cosa siano portati. Hanno sempre ispirazioni di vario genere, inclinazioni per determinati ambiti ma hanno dentro loro l’idea che quella cosa che vorrebbero fare non sia un vero lavoro. Che non è il caso di mollare tutto per farlo.

Il lavoro è qualcosa di strutturato in un certo modo, che produce certi risultati in certi tempi e un hobby, una passione non è un lavoro.

Questa è l’idea, la credenza che hanno in mente, che hanno maturato o gli hanno instillato.
Quindi nel cercare il lavoro spesso tengono in mente certi crismi che questo deve avere e non prendono in considerazione tutta una serie di possibilità perché non entrano dentro a quegli schemi.

Ed è davvero un peccato perché sono tutti blocchi mentali che ci poniamo da soli, macigni che ci carichiamo sulla schiena quando già la vita ci presenta belle salite ripide di suo!

Scrivere liste di sabotaggio ci permetterà di capire cosa possiamo fare per far andare ancora peggio la situazione che stiamo vivendo e come potremmo far fallire il progetto di cambiare lavoro, tutti gli scenari possibili.
Magari scopriamo che il lavoro attuale ha margini per inserirvi qualche passione. Oppure che può trasformarsi.

Di sicuro nulla cambierà se staremo seduti con il nostro bravo macigno ben legato sulle spalle! Proviamoci: scrivere non ci costa poi così tanto…


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