respirazione diaframmatica
/ by Silvia Abrami

Dal controllo alla fiducia: una storia di respiro e libertà

Questa è una storia che parla della Libertà con la “L” maiuscola: quella vera, intima, che apre le porte alle infinite possibilità che la vita ha da offrire e che passa irrimediabilmente dalla fiducia.

Francesca è una giovane donna, bella, spiritosa e frizzante. È una di quelle persone che fa piacere avere intorno perché hanno sempre qualche aneddoto divertente da raccontare, sono dotate di una quantità sfrenata di autoironia e di umorismo ma sanno anche ascoltare, non vogliono la scena tutta per sé ad ogni costo.

Ha un marito forte e carismatico almeno quanto lei, un lavoro interessante e che le piace quanto basta e hobby e passioni da vendere nel tempo libero. Ama viaggiare e può permetterselo spesso e volentieri. Insomma, vista da fuori Francesca ha una vita desiderabile e piena di ogni bellezza, praticamente perfetta.

Ad una prima occhiata distratta nessuno immaginerebbe mai quali sacrifici richieda quella facciata così bella e perfetta.

Perché sotto quella scorza sfavillante, Francesca si sente costantemente il brutto anatroccolo e la spontaneità e l’autoironia che la contraddistinguono sono frutto di anni e anni di allenamento a non sentire la pancia e le emozioni forti, nascondendole sotto cumuli di pensieri e di  percorsi precostituiti. Lei sa sempre come dovrebbe sentirsi e quale sia il comportamento più appropriato da tenere in una data situazione: ed è bravissima a metterlo in pratica.

Anche le sbavature, più che normali nella vita, vengono giustificate e inglobate dall’umorismo e dal prendersi in giro: per conoscere le sue fragilità e il suo animo sensibile bisogna dotarsi di una enorme dose di pazienza, motivazione e tatto.

La sua arma vincente è un iper controllo che esercita continuamente, praticamente in ogni aspetto della propria vita: ormai fa così parte di lei che non se ne rende neanche conto e soprattutto ha dimenticato come si fa ad ascoltarsi. Le sue esigenze più profonde, le sue vulnerabilità e insicurezze restano nascoste e inascoltate.

Certo, se chiedete a lei, vi dirà di essere una “insicura cronica”, ma ve lo confesserà con un sorriso e con l’aria di chi tanto ci ha fatto pace, e che ormai “si tiene così com’è”: insomma, niente di grave, alla fine non le dà poi tutto questo fastidio, ci ha fatto l’abitudine. Anche l’insicurezza è stata inglobata nel personaggio.

Francesca viene da me proprio per lavorare sulla sua insicurezza, vuole migliorare la propria autostima: questa la richiesta che dichiara durante il nostro primo incontro. La guardo e sento che c’è molto di più, e proprio per questo decido di fare un passo alla volta e di iniziare dal Respiro.

La Respirazione Diaframmatica Circolare è una tecnica che insegno da diversi anni, perché è uno strumento potente e semplicissimo allo stesso tempo.

È infallibile e aggira anche le resistenze delle mente più presenti, proprio perché lavora sul corpo e non sui pensieri in modo diretto: le persone abituate a controllare molto sanno benissimo come chiacchierare a lungo dei propri problemi senza arrivare mai al nocciolo.

Sono allenate a non sentire e a trattenere le emozioni: così brave che neanche si rendono conto dei meccanismi di difesa che attuano.

Lavorare con questo tipo di respirazione annulla letteralmente la resistenza dei ragionamenti: attraverso il corpo imparo a rilassarmi, in fretta e in autonomia e piano piano riesco ad insegnare alla mia mente che lasciar andare e avere fiducia in me si può fare.

Si può abbassare la guardia perché insieme alla mia fragilità scopro e sento di avere tantissime risorse, imparo che posso gestire gli urti della vita e inizio a sentirmi di nuovo, a guardarmi sotto una nuova luce.

A Francesca il respiro non piace un granché, soprattutto le prime volte. In particolare non ne vuole sapere di fare gli esercizi a casa: li dimentica, le danno fastidio le sensazioni che prova quando respira, si sente più rilassata ma non ha voglia di passare in mezzo al fastidio.

Io insisto. Potrei usare altri strumenti, farle domande intelligenti, fare lavori di counseling con il Voice Dialogue, so che sbloccherebbero alcune cose, ma sento che sono tutte tecniche che potrò utilizzare dopo qualche sessione di respiro ben fatta.

Di fiducia nello strumento ne ho da vendere, mi ha dimostrato in infinite occasioni che l’intelligenza del corpo è imbattibile e che la Respirazione è quell’unica parte di noi che sa tenere i piedi in due staffe: nella mia mente conscia e in quella inconsapevole.

Da un lato posso controllarla e decidere come respirare quasi in ogni momento; dall’altro il corpo continua a respirare per me anche se io sono intento a fare altro e non ci penso su. Ogni emozione ha un suo modo di respirare specifico e viceversa posso influenzare il mio sentire cambiando il modo in cui respiro.

Francesca decide di fidarsi di me e di mettersi in gioco fino in fondo: respira con impegno, si esercita a casa e osserva i piccoli cambiamenti che iniziano ad avvenire in lei.

La scorza non cambia, resta divertente e ironica, ma inizia a sentirsi di più. Capisce cosa c’è dietro le scomodità che prova e comincia a fare piccole azioni per cambiarle: chiedere un aumento a lavoro, agitarsi meno quando deve prendere un aereo, sentirsi all’altezza delle situazioni e guardare se stessa e i suoi risultati con più affetto e stima.

Non serve cambiare tutto per sentirsi diversi: spesso bastano pochi atteggiamenti, se scegliamo quelli giusti.

Tutto questo non avviene in due anni, ma in meno di dieci incontri, all’inizio molto concentrati sul respiro, poi aperti anche ad analizzare situazioni specifiche e attuare strategie concrete per risolverle.

Non vi immaginate che le soluzioni trovate insieme siano incredibili e creative: per ottenere l’aumento ha bussato alla porta del suo capo, l’ha semplicemente chiesto e le è stato concesso subito.

Prima non l’aveva mai fatto perché temeva di fare brutta figura, che non fosse appropriato chiedere, ma che dovesse essere un riconoscimento che veniva dall’esterno. Si giudicava e criticava ancora prima di agire e per questo stava ferma.

Era infastidita e si sentiva trattata ingiustamente, ma non faceva nulla per cambiare la situazione. Il Respiro l’ha aiutata a liberarsi dalla morsa dei pensieri, del giudizio, del giusto o sbagliato, e l’ha messa in contatto con le proprie risorse. Questo più una riflessione sulla situazione reale, le hanno dato la spinta per bussare finalmente a quella porta.

Sono grata a Francesca per la fiducia che ha avuto in me e per essersi messa così tanto in gioco: scommettere su noi stessi fino in fondo è un ingrediente fondamentale di un percorso di successo.

Il Respiro ci avvicina a noi in un modo nuovo e unico, ci libera dalla stretta limitante dei doveri, dei pensieri giudicanti con una semplicità e facilità disarmanti.

Quali sono le porte a cui vorresti bussare ma non hai il coraggio di farlo?

Per iniziare prova a fare 10 sospiri di sollievo grandi e rilassati, proprio adesso.

Come ti senti? Cosa è cambiato dentro di te? 10 Respiri non basteranno a cambiare la tua vita ma saranno il primo passo per ascoltarti in modo diverso e darti una sferzata di energia.

(Tutte le storie che racconto sono tratte da vita vissuta e condivisa nel mio studio, romanzate e con nomi,  luoghi e dettagli diversi… perché io amo la vostra privacy!).

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