La resa è la via della vittoria
Come si fa ad uscirne quindi? Come faccio a fare i conti con la mia fallibilità e stare bene lo stesso? Cosa me ne faccio di tutta questa fragilità che sembra intralciare costantemente i miei passi?
Quello che ho imparato in 15 anni di corsi, studi, percorsi e testate al muro è che la via della vittoria passa dalla resa: una resa incondizionata a me stessa, a quella fragilità che ho cercato di nascondere tanto a lungo come se fosse una macchia sui pantaloni.
Con il tempo ho capito che i miei limiti, i miei bisogni, le mie paure, le mie vulnerabilità sono Silvia tanto quanto la mia forza, il mio sorriso, la mia determinazione e le mie qualità. A volte sono Silvia molto più di tutto il resto.
In oriente lo dicono da parecchio tempo: sono le Ombre che ci permettono di scoprire e apprezzare che cos’è la Luce, in ogni cosa è nascosto anche una goccia del suo contrario in un continuo fluire di forza e fragilità, certezza e dubbio, energia e riposo che si chiama Vita.
Arrenditi alla bellezza di tutto ciò che non sai fare, che hai paura di affrontare.
Vivi la stretta allo stomaco prima di una prova che ti spaventa.
Guarda con tenerezza agli sbagli che hai fatto e chiediti cosa ti hanno permesso di imparare.
Quando senti la stanchezza, riposati: anche i guerrieri più forti costruivano accampamenti. Il Sole continuerà a sorgere anche se non sei lì a controllarlo.
Se hai bisogno di aiuto, chiedilo: non c’è niente di riprovevole nel fare in due ciò che non riesci a fare da solo. Farai del bene a te e alla persona a cui ti sarai rivolto.
Non è sempre facile farlo, ma il risultato è un abbraccio di te stesso autentico e duraturo.
E se vuoi, possiamo farlo insieme. |