Rabbia e paura: le emozioni ai tempi del covid

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Rabbia e paura sono due emozioni – insieme all’altra grande protagonista, l’ansia – che spesso si affacciano nei miei percorsi di Coaching.
Si presentano così di frequente perché sono umane, fanno parte della vita.
Le proviamo tutti prima o poi: per fatti che accadono nel nostro quotidiano, cose difficili che ci capitano, che riguardano aspetti della nostra sfera personale.

Quest’anno però c’è stato un evento inatteso che ha cambiato le carte in tavola non solo nella vita di qualche persona ma di un intero pianeta, generando ansia, paura e rabbia in modo piuttosto diffuso.
Da marzo abbiamo dovuto fare i conti con una nuova parola, Coronavirus, e con tutte le sue conseguenze: sulla salute, sull’economia e non da ultimo sulle nostre abitudini. 

Ma il covid, con i suoi bollettini medici, le routine da stravolgere, le prospettive da modificare ci sta mostrando molte verità.

Rabbia e paura: due emozioni profondamente umane

Davanti a questo improvviso cambio di scenario forse anche tu avrai provato smarrimento o paura. O magari rabbia.
Ed è assolutamente normale.

La paura è una compagna di strada antica, che ha permesso al genere umano di sopravvivere. E proprio per questo suo diritto di anzianità non si lascia ignorare tanto facilmente…
Questa circostanza che ora viviamo ci porta peraltro in contatto con un tipo di paura molto profondo, che in genere rimane zitto e quieto, ben sommerso dall’infinita lista delle cose da fare che abbiamo tutti i giorni: quella di perdere la vita.
Nostra o delle persone cui vogliamo bene.

Ma se la guardiamo non come nemica, non con terrore, vediamo quale dono prezioso, quale valore davvero importante lei ci stia indicando.
Ci mette davanti alla nostra fragilità, certamente, ma anche alle nostre scelte quotidiane. Ci dona maggiore consapevolezza, anzi, ce la richiede proprio a gran voce!

Presi dal nostro fare, spesso andiamo avanti quasi con il pilota automatico inserito e ci troviamo a ridosso del weekend o delle vacanze stanchi, stressati e con una lista lunghissima di cose che avremmo voluto fare ma che sono ancora tutte lì, scritte belle in ordine sulla lista dei desideri.
Quindi questa ansia, questa paura ci sta richiamando, in maniera magari un po’ rude, a porre davvero maggior attenzione a dove, come e con chi stiamo spendiamo il nostro tempo.

L’incertezza del contesto in cui oggi ci troviamo a fare i conti, così complesso e difficile da comprendere, scatena spesso anche la rabbia perché in fondo in fondo è come se pensassimo: “io non me lo meritavo tutto questo e altri dovevano pensare a gestire questa situazione meglio, a comportarsi meglio”.

Abbiamo la fastidiosa impressione di essere stati privati di un diritto o delle certezze per cui ci eravamo tanto impegnati. E questo ci fa sentire quasi traditi.
Magari abbiamo anche ragione però, e so di darti una notizia davvero poco piacevole, questo non solo non ci aiuta ma non ci porta neppure da nessuna parte.
Perché il senso di giustizia e l’avere ragione hanno creato più vittime che non vincitori e hanno portato poche persone in posti bellissimi. Nella migliore delle ipotesi rimangono sedute lì dove sono.

Perché avere ragione non basta

Come possiamo fare?
Fermarsi nel lamento, soffocare nella paura, ribollire nella rabbia e magari dare voce a tutto ciò attraverso un post su Facebook non è la strada che ci permette di uscire da questa situazione di blocco.
Il nostro potere comunicativo ha inoltre delle conseguenze, può influenzare altre persone. Quindi non stiamo facendo nulla di utile per noi e probabilmente è dannoso per altri.

Affrontare le difficoltà un respiro alla volta

A marzo, quando capii che non sarebbe stata una parentesi di qualche mese ma assai più lunga, anche io fui presa, per così dire, “in contropiede”. Mi chiesi: “E adesso?”. 

La mia personale risposta fu quella oramai collaudata da tempo: il respiro (te ne parlerò tra poco), e il mio mantra di sempre, ossia “un passo alla volta”.
E vi garantisco, respirazione circolare e mantra assieme, funzionano.

Hanno funzionato in periodi difficilissimi per me, come nel 2014, quando mi sono sposata e l’anno successivo mi sono prima separata, poi ho affrontato 5 traslochi e nel frattempo anche il mio lavoro era andato in crisi (non puoi aiutare gli altri se tu non sai più da che parte girare te stessa!).
Ero lontana da tutti gli affetti a me più cari, con tanti pezzi sparsi da ricostruire. Un disastro insomma!
Credo che un periodo così tosto, magari con altri eventi e situazioni, sia capitato più o meno a tutti e io l’ho superato, appunto, “un passo alla volta”. Alcuni giorni, a onor del vero, anche “un’ora alla volta”…
Un passo alla volta, un respiro alla volta.

Come affrontare le difficoltà, la rabbia e la paura
Come quando hai due remi, una barca, e devi arrivare dall’altra parte di un lago

È il modo in cui le si affrontano che fa la differenza

Ognuno ha le sue strategie. Vorrei però regalarti qualcosa che a me, e a tante altre persone, ha permesso di stare bene e superare periodi difficili come questo.

  • Se provi rabbia… arrabbiati! E scrivilo in una lettera in cui dai il peggio di te. No, non sono impazzita, non ti sto proponendo pubbliche missive in cui inveire contro tutto e tutti ma delle potentissime  lettere di rabbia (e no, non vanno spedite!).
  • La paura… non fuggirla. Sentila, accoglila attraverso la respirazione diaframmatica. Respirala. Forse sarà ancora più grande e ingombrante per qualche istante ma non disperare perché poi passerà.
  • Condividi. Durante il primo lockdown ho creato un gruppo su Facebook per provare ad affrontare assieme la quarantena con uno sguardo differente.
    A tanti mesi di distanza il gruppo è cresciuto moltissimo, si è arricchito di condivisioni, di esperienze, di scambi emozionanti. Oggi ha cambiato nome in Scegliti e realizzati: il coraggio di essere te.
    Ogni settimana c’è una sfida, una meditazione, una proposta guidata da me ma è proprio l’intervento delle tante persone meravigliose che ne fanno parte a renderlo così emozionante (sì lo so, vado orgogliosa di ognuna di loro e si sente!).
    Ci sono molti altre realtà e modi per non sentirsi soli e aprire lo sguardo, con cui scegliere di fare un pezzetto di strada assieme e scambiarsi vissuti. L’importante è che venga fatto in modo costruttivo. Che non sia solo lamento.
  • Informati. Scegliere di stare nella realtà significa anche informarsi, sì, ma non con ossessione e personalmente sconsiglio di guardare la tv, perché purtroppo molti programmi invece di informare puntano sul sensazionalismo e provocano risposte emotive forti. Che, nella maggior parte dei casi, non ci servono e non ci aiutano neppure un po’.
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Un possibile cambiamento condiviso, insieme

In realtà questa situazione è un’opportunità per me e per te.
Per decidere come spendere meglio il nostro tempo (ricordi? La paura…), per passare dalla protesta fine a se stessa ad un’azione buona e consapevole.
Quello che ci sta accadendo, in questo anno, ci accade come collettività. Non accade solo a me e te.
C’è quindi un ultimo aspetto su cui vorrei soffermarmi assieme a te, ed è qualcosa che ci riguarda entrambi.

Possiamo scegliere. Possiamo sempre farlo. Oltre alla decisione personale di come affrontare il momento di ansia o rabbia, di cui parlavo sopra, c’è anche una scelta più ampia. Comunitaria.

Non si può controllare tutto, prendere le misure di ogni fila, il numero di quante persone hanno indossato correttamente la mascherina etc etc…
E non ci è davvero utile inveire contro chi non la indossa bene o non mantiene le distanze come dovrebbe, perché quella di un controllo perfetto è pura utopia. Non è obiettivamente possibile attuarlo.

Ma possiamo noi indossare la mascherina quando va indossata, possiamo noi mantenere la giusta distanza, restare umani, sorridere ed essere gentili con il prossimo. Possiamo noi per primi collaborare per far sì che le cose vadano nel modo sperato, impegnandoci in una solidarietà comportamentale diffusa. 

Se non altro non avremo contribuito a diffondere un carico di ansia assurda e rabbia debordante.
Con equilibrio, senza entrare in un’ansia da contatto o da eremitaggio!

Cercare il giusto equilibrio, mantenere un atteggiamento corretto è una nostra responsabilità, ed il nostro potere in questa situazione. Una vera e propria scelta personale. Se siamo responsabili come singoli ci sentiremo parte di qualcosa di più grande che ci unisce come esseri umani.
E questo è davvero bellissimo.


Ti aspetto come sempre qui, nei commenti, e nel gruppo Scegliti e realizzati se vorrai.

Ogni mese\settimana dedico qualche minuto di riflessione a un tema su cui di frequente inciampiamo (io pure!).
Quel famoso angolo contro cui si urta il mignolo del piede (che ho scoperto si chiama “minolo”) e che mannaggia ci dà davvero un fastidio atroce!

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