essere mamma quel che non sai
/ by Silvia Abrami

Quando diventi mamma: quello che sai, che non sai e quello che non puoi neanche immaginare

“Stamattina mi sono svegliata e ho pensato che oggi è la mia prima festa della mamma. Ed è stato un attimo tornare con la mente ad un anno fa, quando il pancione era così grande che non riuscivo più ad allacciarmi le scarpe da sola e non vedevo l’ora che Gaia Luna nascesse.

Avevo una gran paura del parto, volevo smettere di assomigliare ad un pallone e volevo provare tutte quelle cose meravigliose che si provano quando metti al mondo un bambino.

La verità è che non avevo la più pallida idea di cosa sarebbe successo davvero a me, al mio cervello, al mio cuore e al mio tempo.

Ho sempre guardato mia mamma con curiosità, lei che se io e mia sorella le diciamo delle cattiverie in un momento di nervosismo ci rimane male per settimane. O che una notte, una primavera di 10 anni fa, alle 2 di notte ha preso la macchina, guidato per 90 km di curve per portarmi una medicina contro la cistite; perché io ero sola, in un paese di montagna in bassa stagione in cui la guardia medica più vicina era a 50 km e io non riuscivo a stare in piedi, figuriamoci a guidare.

Quella notte, dopo aver provato ogni genere di cosa per stare meglio, alla fine ho chiamato lei. Forse volevo solo sfogarmi, cercavo un conforto, mica speravo in una cosa così grande. E invece avrei dovuto saperlo, una mamma lo fa.

Era una follia. È arrivata sotto casa mia, mi ha lasciato la scatola, mi ha detto “non ti preoccupare e cerca di dormire”, è risalita in macchina ed è tornata a casa, che il giorno dopo lavorava.

Mi sono sempre chiesta come si faccia ad essere così generosi e amorevoli. E soprattutto pensavo che io non avrei mai fatto nulla di tutto questo. È contro la mia indole: cioè, sono una brava persona, però ho un certo amor proprio e spirito di autoconservazione costruito negli anni.

Poi è arrivata Gaia Luna. Che, diciamocelo, è una specie di santa. Certo, le notti insonni non mancano, ma è una bambina allegra, divertente, disponibile, affettuosa.

Nell’appartamento sotto di noi è nato un bambino qualche mese dopo di lei, che piange ininterrottamente notte e giorno. Disperato e a squarciagola. Sembra una sirena che annuncia l’apocalisse o qualche incombenza del genere.

Ogni volta che c’è silenzio in casa lo sento piangere e mi dico che io le capisco le mamme che buttano i bambini fuori dalla finestra. Credo che essere esposti ad una tortura del genere h 24, 7 giorni su 7, farebbe impazzire chiunque. E invece, pensate un po’, lei canta.”

Ho iniziato a scrivere quest’articolo un anno fa esatto e non sono mai riuscita a finirlo, perché lo pubblico così? Perché credo che questo sia il più grande esempio di come la mia vita sia cambiata dopo esser diventata mamma.

Il tempo è diventato il tesoro più prezioso insieme al riposo, che sembrano non bastare mai.

Ho realizzato cose incredibili e impensabili per me, soprattutto nell’ultimo anno, ma molte restano a metà, sospese il quel tempo-non-tempo della vita da mamma.

Si sono moltiplicati i conflitti interiori, che i dubbi e le paure di una volta al confronto oggi mi fanno sorridere.

Giusto ieri ho guardato una foto di 3 anni fa: il viso super disteso, zero occhiaie e la faccia di chi cammina leggera nella vita. Ho guardato con un po’ di invidia quella me spensierata, molto più insicura di quanto lo sia oggi ma che non sapeva quante cose sarebbero mancate e quanto quei momenti liberi sarebbero stati così preziosi un giorno.

Poi Gaia Luna mi guarda, vuole ballare. O ride perché fingo di farle il solletico. O piange disperata, io l’abbraccio e la pace l’avvolge. O dice una parola nuova. E io mi sento come travolta dalla forma più alta di commozione e orgoglio che io abbia mai provato.

Nulla prima mi aveva regalato emozioni così. Tutti sappiamo quanto sono belle le risate tintinnanti dei bambini, perché sanno di innocenza e di felicità totale, senza paure, totalmente irresponsabili. Ma non sono paragonabili alla risata della tua bambina.

Il mondo si ferma in un istante perfetto, come se tutto tornasse, come se tutto avesse un senso rotondo, pieno, completo.

Sono diventata grande con lei, perché quel tempo che scappa sempre via ti regala la verità: non ne hai più da perdere in progetti che non ti rappresentano al 100%, non hai più voglia di discutere per cose poco importanti, né di perdere occasioni perché hai paura di non farcela.

Ho partorito, ca**o (scusate il francesismo), e senza epidurale. Posso affrontare circa qualunque cosa. Ho allattato fino a 14 volte in una sola giornata, so cos’è la pazienza. Ho cullato per ore, so cos’è la cura. Ho costruito una nuova normalità, una nuova me.

Posso farcela, posso realizzare ciò che desidero.

Quando ci guardiamo negli occhi e capisco cosa vuole e vedo una parte di me nel suo sguardo e nelle sue espressioni, mi ricordo che ho partecipato a quella magia per cui in un solo corpo battono due cuori. Noi siamo state una, e abbiamo affrontato insieme tutto questo.

Essere madre è tutto un gran casino, pieno di luci, ombre, oscurità e splendore pieno. E volevo dirvelo.

Volevo dirvi che le molte certezze spariscono, che si passa in un istante da “è così che si fanno le cose” a “io ho fatto così, prova a vedere se funziona”, oppure (il mio preferito in assoluto) “oggi proviamo così, speriamo…”. Non sapere con certezza cosa fare mi ha regalato una sicurezza nuova: conoscere come io vorrei fare le cose. Scoprire il significato profondo dell’espressione “a modo mio”, che si è fatta così tanto spazio in me che oggi fa parte di tutta la mia vita.

Volevo che sapeste che stiamo tutte un po così: dubbiose, imperfette, innamorate, forti, grandiose.

E che le cose cambiano e i primi periodi, quelli più difficili passano.

Che non c’è nulla di male nel chiedere aiuto, anzi, è fondamentale imparare a farlo, non dovete fare tutto da sole.

Vorrei che foste fiere dei vostri passi perché li farete a modo vostro, con tutto l’amore che avete da dare e che basterà.

Voi bastate. Noi bastiamo.

E non siete sole.

Grazie a tutte le madri che ogni giorno condividono con me i loro passi e le loro sfide senza arrendersi mai.

Grazie a mia figlia perché mi spinge ad essere una donna migliore ogni giorno e mi ricorda l’importanza di fermarsi e giocare con il pongo.

Grazie a Jonathan, il mio compagno, perché cammina con me in questo viaggio incerto senza mai tirarsi indietro, scoprendo nuove forme d’amore, a volte stanco, a volte dubbioso, per lo più commosso, ma comunque insieme.

Grazie alla mia grande e unica mamma, perché mi ha sempre fatto sentire amata e importante e mi ha mostrato la madre che aspiro soltanto a diventare.

E se avete domande o condivisioni, io sono qui, non vedo l’ora di ascoltarvi!

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6 thoughts

  • Fabiana

    Ciao sono Fabiana, sono 12 anni che sono madre e 5 che sono madre bis (la seconda figlia arrivata a 40 anni)… sono stanca, invecchiata e mi sono certamente trascurata… per i primi anni ho provato ad essere anche donna lavoratrice, tra mille ansie e compromessi, ma al primo segno di disagio di mia figlia (mi vedeva e mi picchiava e diceva di voler stare con la babysitter) ho rinunciato a tutto e ho cercato varie strade per conciliare famiglia e lavoro.
    Ho fatto i salti mortali tra le mie aspirazioni e i miei sensi di colpa, i mille obblighi di madre, di donna e di lavoratrice, cercando di non lasciarmi sempre indietro.
    Ho cercato di lavorare sui miei blocchi, sulle convinzioni limitanti e sulle opportunità. Oggi sono una madre imperfetta, una donna imperfetta che accetta la sua imperfezione e si perdona un po’ di più, e una aspirante imprenditrice che cerca il suo scopo nel mondo, si dedica del tempo quando le figlie dormono, e in quel tempo cerca di costruire il lavoro “perfetto” per le sue esigenze di vita e famiglia…
    Non posso dire di avere una vita infelice, sebbene senza grossi appoggi morali da parte di mio marito, che della sua vita ha modificato (rinunciato a) poco, cerco di essere grata di tutto quello che ho e spero che le enormi rinunce e le scelte (rinunce) di vita che ho fatto per le mie figlie, non diano loro un messaggio sbagliato riguardo alle loro scelte e aspirazioni… Da quando sono nate ho messo sempre loro al primo posto e ogni scelta imperfetta l’ho compiuta per immenso amore… anche se ora il bisogno di essere donna (con una mia dimensione soddisfacente) è più forte di quello di essere solamente madre.
    Forse non ho scritto il commento che volevo scrivere, non con le parole “giuste” e più sentite, ma voglio dirti, Silvia, che hai un bel modo di entrare nel cuore delle persone, sei autentica ed emotivamente coinvolgente… e il tuo articolo lasciato a metà ma pubblicato comunque come una storia scritta senza cancellare nulla della precedente, semmai accettando il cambiamento e l’imperfezione e il limite di una storia che evolve ma non per forza rivelando un limite, ma un’opportunità da cogliere oggi con gratitudine… ecco, mi ha fatta piangere da non riuscire a fermarmi, perché è la storia della mia vita… imperfetta e sempre alla ricerca del bello di vivere, anche tra i fallimenti.
    Grazie.

    • Silvia Abrami

      Fabiana grazie per questa condivisione così immensamente intima.
      Davvero 🙏🏻
      Capisco le emozioni, non importa che le nostre scelte siano diverse, ma credo che ci sia un “luogo-non-luogo” in cui ogni madre è presente.

      Un luogo fatto di confusione, inadeguatezza, entusiasmo, stanchezza, fiumi di amore, tenerezza, orgoglio, contemplazione, gratitudine, rabbia, paura…. fatto di miliardi di sfaccettature.

      Sarebbe bello ricordarsi di quanto quel luogo sia popoloso. 🙂

  • Nicoletta

    Gentilissima Silvia, ho scoperto il tuo blog cercando supporto in questo gran momento di confusione che è l’inizio della gravidanza.. E sei cascata a pennello! Le tue parole e i commenti di molte mamme anche negli altri articoli sulla maternità mi confortano.. Anche se il tilt totale mi pervade.
    Mi ritrovo incinta a 40 anni, diciamo che “mi ha fregata”, si vede che l’ovetto ha deciso di ritardare la sua discesa e mettermi in croce. Ho una vita serena, sono un pò casalinga un pò artista con passato da arredatrice, amo la mia libertà, i miei 7 gatti e i miei genitori, che ovviamente non son più giovani e hanno mille acciacchi. Dall’altra parte pure quelli del mio compagno non son da meno, e lui ha un lavoro altamente impegnativo spesso 7 giorni su 7, porta lavoro anche a casa, e a volte deve andare all’estero alcuni giorni.
    Gestisco casa mia e quella dei miei con tanto di giardini grandi e passione per le piante (viviamo in campagna), e purtroppo ho il difetto di voler le cose sempre precise e a posto, possibilmente pianificate.. Perciò in tutta questa gestione di cose e vite altrui, mettendo sempre me all’ultimo posto, un figlio decisamente mi manda in crisi. Di certo chi leggerà dirà che son tutte cose che si possono affrontare, che basterà rivedere l’ordine delle cose, che tutto s’incastra. Certo.. Finché il bimbo è piccolo, tutto ok. Ma cresce, e le sue necessità con lui. Son stata baby sitter per molti anni, facendo le veci della mamma dall’età dell’asilo a quella delle superiori. Le ore che si perdono (letteralmente, si perdono. Nessuno ti tornerà indietro il tempo nel traffico per portarli qua e là, i tempi morti fuori dalla scuola, la noia alle feste di compleanno ecc…) sono qualcosa che una volta non esisteva, ma che al giorno d’oggi sembra imprescindibile. Certo, con un’adeguata educazione probabilmente si può ovviare un pò, ma non si può togliere al figlio quello che il 99% dei suoi coetanei avrà, perché purtroppo la mentalità di oggi è quella del gregge. Puoi ben cercare di farglielo capire, ma passerai per carceriere o ritardato.
    Insomma dicevo, ho fatto la baby sitter e questo già mi aveva fatto passare la voglia di un figlio per i suddetti problemi (che poi son solo una parte, che già sto scrivendo tantissimo). Ora a 40 anni trovarmene uno tra le costole che mi terrà impegnata h24 per i prossimi 20 anni, con 4 parenti attempati (dopo un’esperienza di 5 anni con la nonna quasi centenaria in casa e poi in casa di riposo, tra notti insonni e giornate che ruotano intorno a quella priorità, ti vengono mille pensieri) e tanta voglia di trovare prima o poi del tempo x me.. Mi mette davanti alla dura decisione dell’abortire o meno.
    Mi piacerebbe non dico un aiuto nella decisione perché ovviamente è impossibile, ma almeno sapere se anche tu hai avuto questi pensieri sul futuro con la tua bimba, se ti ha attanagliato il pensiero di gestire il suo + il tuo domani..
    Perché son belli i bimbi quando ti sorridono, ma…

    Grazie se potrai dedicarmi del tempo prima del 12 agosto (avrò la visita ginecologica per decidere il da farsi.. 😅)

    N. G.

    • Silvia Abrami

      Ciao Nicoletta! Mannaggia per qualche motivo a me sconosciuto il tuo commento non mi è stato segnalato via mail e l’ho incontrato solo ora… cosa hai deciso di fare? Durante la gravidanza ho vissuto molte cose ma in effetti non avevo dubbi. Dopo è venuto il “bello”, e molto spesso ho sentito che mi mancava lo spazio, mi mancavo io. Ancora oggi, 3 anni dopo, sento che l’equilibrio è migliorato molto ma ancora gli alti e bassi ci sono.
      Ci ho lavorato tanto, con dei professionisti che mi hanno aiutato a trovare la nuova me, ad accettare ciò che provavo e ad amarmi comunque. Amo mia figlia ogni giorno di più, ma credo che non sarebbe stato possibile se non avessi guardato il faccia e accolto i contrasti che provavo. Spero trovi il tuo equilibrio, intanto ti abbraccio forte!

  • Nicoletta

    Gentilissima Silvia, ho scoperto il tuo blog cercando supporto in questo gran momento di confusione che è l’inizio della gravidanza.. E sei cascata a pennello! Le tue parole e i commenti di molte mamme anche negli altri articoli sulla maternità mi confortano.. Anche se il tilt totale mi pervade.
    Mi ritrovo incinta a 40 anni, diciamo che “son stata fregata”, l’ovetto ha deciso di ritardare la sua discesa e mettermi in croce. Ho una vita scandita da tempi precisi, sono un pò casalinga un pò artista con passato da arredatrice, amo la mia libertà, i miei 7 gatti e i miei genitori, che ovviamente non son più giovani e hanno mille acciacchi. Dall’altra parte pure quelli del mio compagno non son da meno, e lui ha un lavoro altamente impegnativo spesso 7 giorni su 7, porta lavoro anche a casa, senza contare che a volte deve andare all’estero alcuni giorni.
    Gestisco casa mia e quella dei miei comprensive di giardini grandi e passione per le piante (viviamo in campagna), e purtroppo ho il difetto di voler le cose sempre precise e a posto, possibilmente pianificate.. Perciò in tutta questa gestione di cose e vite altrui, mettendo sempre me all’ultimo posto, un figlio decisamente mi manda in crisi. Di certo chi leggerà dirà che son tutte cose che si possono affrontare, che basterà rivedere l’ordine delle cose, che tutto s’incastra. Certo.. Finché il bimbo è piccolo, tutto ok. Ma cresce, e le sue necessità con lui. Son stata baby sitter per molti anni, facendo le veci della mamma dall’età dell’asilo a quella delle superiori. Le ore che si perdono (letteralmente, si perdono. Nessuno ti tornerà indietro il tempo nel traffico per portarli qua e là, i tempi morti fuori dalla scuola, la noia alle feste di compleanno ecc…) sono qualcosa che una volta non esisteva, ma che al giorno d’oggi sembrano imprescindibili. Certo, con un’adeguata educazione probabilmente si può ovviare un pò, ma non si può togliere al figlio quello che il 99% dei suoi coetanei avrà, perché purtroppo la mentalità che prevale è quella del gregge. Cercherai di farglielo capire, ma passerai per carceriere o ritardato.
    Insomma dicevo, fare la baby sitter già mi aveva fatto passare la voglia di un figlio (che poi quanto elencato è solo una parte dei motivi, che già sto scrivendo tantissimo). Ora a 40 anni trovarmene uno tra le costole che mi terrà impegnata h24 per i prossimi 20 anni, con 4 parenti attempati (dopo un’esperienza di 5 anni con la nonna quasi centenaria in casa e poi in casa di riposo, tra notti insonni e giornate che ruotano intorno a quella priorità, ti vengono mille pensieri) e tanta voglia di trovare prima o poi del tempo x me.. Mi mette davanti alla decisione dell’abortire o meno.
    Mi piacerebbe non dico un aiuto nella decisione perché ovviamente è impossibile, ma almeno sapere se anche tu hai avuto questi pensieri sul futuro con la tua bimba, se ti ha attanagliato il pensiero di gestire il suo + il tuo domani..
    Perché son belli i bimbi quando ti sorridono, ma…

    Grazie se potrai dedicarmi del tempo prima del 12 agosto (avrò la visita ginecologica per decidere il da farsi.. 😅)

    N. G.

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