strategie per l'ansia
/ by Silvia Abrami

L’ansia: strategie per prevenirla e farsela amica

Quante volte abbiamo esclamato “Mi sale l’ansia al solo pensarlo!” per esprimere il rifiuto verso una situazione?

Ansia e stress sono due parole che ci tengono spesso compagnia e, ingiustamente, godono di una pessima fama. Confesso che io per prima le ho combattute a lungo.
Eppure, quando non legata a situazioni patologiche che richiedono un intervento specialistico (i sintomi di frequenza e intensità davvero non devono essere sottovalutati o ignorati), l’ansia è un tentativo di aiuto, un input che il nostro cervello ci manda quando noi inconsapevolmente, a volte pure con una certa testardaggine, stiamo mirando contro un muro.
E lui ci urla: “Fermati!! O almeno sterza!”.

Ansia da perfezionismo e ansia da sovraccarico

Perfezionismo estremo e ritmo di vita o mentale eccessivamente serrati sono terreno fertile per l’ansia.

Il perfezionismo è una schiavitù in cui cadiamo quando pretendiamo da noi performance insostenibili se non proprio del tutto assurde.
È una catena che lega all’infelicità che conosco molto bene.
Per tanto tempo ho vissuto cercando di raggiungere tutti i traguardi e soddisfare tutte le attese. Ma quanto mi sforzassi, per quanto mi impegnassi non riuscivo mai a godere dei frutti delle mie azioni o dei miei successi. L’unico risultato erano insoddisfazione e stress a palate.
È un atteggiamento più diffuso di quanto si pensi, Se ti va di approfondire ne parlo nella trappola del perfezionismo e la sua infelicità.

che cos'è la felicità
la felicità ha il cappello storto, è struccata e vive attraverso foto prese alla sfuggita 🙂

Anche chi ha ritmi di vita insostenibili è spesso preda dell’ansia, magari senza accorgersene ( e… sì, anche qui posso mettere la crocetta sul “ce l’ho\l’ho fatto”).
Essere dinamici e attivi è una buona cosa ma se per fermarci ci devono abbattere e mirando pure bene, l’ansia è già lì che bussa alla nostra porta.

Non staccare mai dai propri obiettivi, neppure quando si è con la famiglia o con gli amici, essere sempre concentrati sul prossimo passo da fare per riuscire ad arrivare lì, per concludere quel progetto, per fare quella cosa… non è un modo sano di affrontare la vita.

Per prima cosa non è una scelta strategica: se l’agenda è talmente piena da non lasciare spazio all’imprevisto, di sicuro non raggiungeremo i nostri obiettivi.
Perché l’imprevisto ovviamente accade ed è subito tragedia: non sono capace, non porto a termine i miei programmi etc etc…

Inoltre a vivere senza staccare mai, con il contatore sempre a mille, si rischiano errori più frequenti e nel tempo le performance sono sempre meno brillanti.

E non c’è neppure bisogno di scomodare l’ansia per trovarne le cause: semplicemente si esauriscono le energie necessarie.
Non siamo a ricarica automatica e infinita!

Infine, la scienza della performance ha dimostrato da tempo esattamente il contrario: se vuoi avere alte performance lavorative, sportive o di studio, devi fare delle pause per dare il tempo al tuo cervello di ricaricarsi.

Le migliori idee o soluzioni hai problemi, vengono quasi sempre mentre ti stai rilassando o stai lasciando la tua mente libera per un po’, mai successo?

Prevenire l’ansia: ascoltare, togliere, rallentare

L’ansia dunque non è il nemico ma l’alleato.
Averla non è un male (sottolineo sempre: entro certi limiti), non ascoltarla invece è una pessima scelta.

Se non ascoltiamo i segnali e abbiamo portato la nostra vita a una pressione ingestibile, il nostro corpo non troverà altri modi per comunicare con noi, per darci uno scossone o fermarci, se non facendoci stare da cani. Come? Con l’ansia.

In caso di picchi di ansia improvvisi vi sono rimedi e strategie non farmacologici per allentarla e uscire dal loop (come dico sempre, tutto questo vale se l’ansia è sana e resta sotto una certa soglia, altrimenti serve rivolgersi ad uno psicoterapeuta per lavorarci su!). Ne parlo in dettaglio in questo articolo: Aiuto mi sale l’ansia! Pronto intervento pratico.

Ricorrere però solo a soluzioni urgenti per allentarla (qualunque essi siano) è come stendere un tappeto sulle briciole per non vederle: finisci per ritrovarti anche le formiche! 

Quindi quando l’ansia bussa alla nostra porta e inizia a fare il suo lavoro c’è un perché.
Per non farle fare anche straordinari di cui non sentiamo assolutamente l’esigenza, ci sono tre azioni che possiamo mettere in campo: ascoltare, togliere e rallentare.
Vediamole da vicino.

Hai mai letto la storia della lepre e della tartaruga?

Quella storia ci insegna che “chi va piano, va sano e va lontano” diceva mia nonna.

E io aggiungo “e vince la gara!”

Ascoltare

Ascoltare l’ansia significa prestare attenzione a quando si affaccia o, come diciamo più spesso, “sale”.
All’avvicinarsi di scadenze che ci coinvolgono? In particolari momenti della giornata? Quando dobbiamo vedere alcune persone o fare determinate cose?

Non diamo subito la risposta più scontata: ascoltiamoci, osserviamoci.
Se coincide con determinate momenti della giornata può indicare un carico eccessivo, la tensione di dover ancora macinare molte ore prima di poterci riposare o, peggio ancora, molti giorni prima di fermarci stremati nel weekend.

L’ansia ci segnala sempre quando stiamo prendendo dei carichi troppo pesanti o assolutamente inutili o ancora quando stiamo alzando troppo l’asticella della nostra performance.

Quante persone stai aiutando in più rispetto alle energie che hai da dare? Quante cose vorresti fare e non fai per far posto ad altri o a cose che non ti piacciono né ti servono? Da quanto non dormi come si deve? La tua agenda settimanale prevede momenti di nulla assoluto?

L’ascolto però deve essere attivo. Non ci porterà alcun beneficio se ascoltiamo, capiamo e non interveniamo.

Non occorre stravolgere la propria routine o vita. Si tratta solo di togliere qualcosa.

come combattere l'ansia

Togliere

Togliere… cosa?
Impegni, pensieri, chiudere finestre prima di aprirne altre, arrendersi al fatto che tra un appuntamento e l’altro sono necessari 15 minuti di ossigeno per il cervello, che servono ore libere di nulla nella propria vita e che lo spazio vuoto è essenziale per recuperare energia.

Servono momenti di vuoto. Perché i nostri ritmi frenetici ci obbligano a non sentirlo (ci spaventa!) e l’ansia invece ci spinge proprio verso questo vuoto, che in realtà è pieno di sensazioni da ascoltare e che noi, invece, cerchiamo di ignorare facendo molta confusione, muovendoci tanto, distraendoci. 

L’assenza di cose da fare o pensare finalizzate al raggiungimento di determinati obiettivi, permette al nostro cervello di ossigenarsi e riorganizzare tutte le informazioni che ogni giorno acquisisce. Diamoglielo questo tempo!

Non solo. Nello spazio vuoto elaboriamo nuovi pensieri e soluzioni, facciamo scoccare la scintilla della creatività e dell’intuizione.
Nessuna buona idea nasce dentro una ruota di criceto che gira impazzita!

“Quando hai paura delle streghe, avvicinati sempre di più e “puff” le vedrai sparire.

Le streghe hanno paura delle bimbe coraggiose.”

(spiegazione su come superare la paura a Gaia Luna, 2 anni e mezzo. Lei l’ha ripetuto tutto il giorno e la sera non aveva più paura)

Rallentare

E infine rallentare.
Prendersi momenti in cui camminare lenti, dove fare cose con calma (non lavoro!) come ad esempio una passeggiata, un’attività manuale che ci rilassa e piace, le famose quattro chiacchiere con un amico o un’amica.

Senza incastrarle a forza tra un appuntamento e l’altro, bevendo il caffè di corsa e non godendosi quindi nulla!
La pause, se concepite in questo modo, cioè infilate nei buchi dell’agenda, non solo non servono a farci rilassare ma ci lasciano pure uno sgradevole senso di frustrazione.

All’inizio bastano anche soli 5 minuti, in cui ci muoviamo lenti, piano, tranquilli e preferibilmente in mezzo alla natura (un parco, un giardino…).

Su Facebook ho creato il gruppo Scegliti e Realizzati dove, accanto a sfide, webinar, spunti di riflessione e molto altro, propongo sempre nuove meditazioni guidate volte a rilassare, focalizzare, riequilibrare.

Se l’orario in cui mi collego per le live per te non è perfetto, la sera, prima di addormentarti, puoi riascoltarle con un paio di auricolari e dedicarti qualche minuto di rilassamento.
L’accesso al gruppo è assolutamente gratuito ma ti chiedo, per favore, di rispondere alle domande di ingresso che servono per la privacy e per evitare che si intrufolino persone per nulla interessate se non a far polemica. Mi è capitato spesso!

Se ami le agende straripanti di impegni e per te stare su un divano due minuti senza fare assolutamente nulla è impensabile, farai molta fatica all’inizio a rallentare!
Tutte le scuse saranno buone: non ho tempo di uscire, non c’è il parco vicino, piove…

Ti vengo in aiuto. Sul mio canale YouTube Silvia Abrami – Coach ho caricato diverse meditazioni, brevi, da ascoltare per imparare ad allentare le tensioni. Anche quando fuori piove o non trovi le sneakers per fare due passi!


Ti aspetto come sempre qui, nei commenti, e nel gruppo Scegliti e Realizzati se vorrai.

Una o due volte al mese dedico qualche minuto di riflessione a un tema su cui di frequente inciampiamo (io pure!).
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