pandemia e figli: la stanchezza (e l'esaurimento) delle mamme
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Pandemia, figli e didattica a distanza: la stanchezza delle mamme

La pandemia ci ha sorprese a fine febbraio del 2020 e… siamo ancora in pieno effetto wow! O meglio: frastornate.
Alzi la mano chi non si è sentita sopraffatta da tutte le “belle” novità che questo periodo ha lasciato che irrompessero nella nostra quotidianità.
Quotidianità che, diciamocelo, era già abbastanza movimentata e difficile di suo.

Abbiamo imparato a destreggiarci tra scuole e asili chiusi mentre il capo ci chiamava al lavoro (e senza ausilio dei nonni nella stragrande maggioranza dei casi) mentre la babysitter era un miraggio. O in smartworking in mezzo ai nostri pargoli, ceste di panni da lavare, casa da pulire e soprattutto lei, la terribile dad.
Abbiamo anche imparato che l’acronimo, dad, non sta per Didattica a Distanza ma per Disperazione a Domicilio. Senza il conforto di un caffè con le amiche.
Siamo state davvero in gamba. Partiamo da questo.

f o t o

didattica a distanza, mamme, pandemia e disperazione: aiuto non ce la faccio!
MIA FIGLIA ANCHE CI FA I COMPLIMENTI 😉

Madri perfette: come rovinarsi la vita da sole

Lo sappiamo bene, ce lo hanno ripetuto in molti che la perfezione non esiste ma la pubblicità che ci accompagna sin da bambine ci frega sempre: abbiamo una vocazione al perfezionismo.

L’immagine patinata della mamma in grado di affrontare qualsiasi difficoltà, imprevisto, inondazioni e cavallette incluse, è falsa e distorta. E quella sì che provoca danni.
La vita perfetta, senza intoppi e senza errori, non esiste e nessuno è in grado di renderla tale.
Neppure Wonder Woman. Che di grane ne aveva pure lei e a qualcuna ha dovuto “darci su” (sì è davvero così, disegnato inchiostro su carta!).

Se sei caduta in questa trappola del perfezionismo, della performance estrema e vivi sempre insoddisfatta dei tuoi risultati di madre e donna, sappi che sei in buona compagnia. E che magari può tornarti utile questa riflessione nata da tanti anni di lavoro con madri esattamente come te: il paragone che ci rende insoddisfatte.

Mamme: sensi di colpa e stanchezza

Le persone sono complesse: è una caratteristica dell’essere umano e noi, mamme, siamo esseri umani.
Ci incartiamo proprio per questo motivo: è naturale – e bello! – che sia così.
Succede anche a quelle sagge, quelle che sembrano avere o effettivamente hanno molte risposte, quelle che lavorano su di sé da una vita.

Sappi che quando vedi realtà di case pulite, bambini felici, dad seguita senza battere ciglio e il tutto magari sorridendo… stai guardando un video sui social!
Dove, per realizzarlo, è stata necessarie più di una prova e gli attori dietro le scene magari hanno litigato pure furiosamente.

FOTO

la perfezione non esiste, se vedi donne perfette stai guardando una serie tv
Io che cerco di fare una foto figa con il Sole negli occhi. la realtà dietro ogni foto figa 😉

Stendini stracolmi di panni in mezzo ai piedi, stampanti che non funzionano al momento opportuno, difficoltà a far terminare i compiti assegnati alla prole, frigo con l’eco, stanchezza abissale, litigi e malumori sono normali e ci sono in tutte le famiglie. Lo ripeto: sono normali, anzi, sarebbe sospetto il contrario.

Prima di essere una mamma sei un essere umano: imperfetto, con momenti di sclero, in cui non ti senti all’altezza e altri in cui quello che penserai e farai riuscirà. E sarà il top.
Quello che va bene oggi per i figli domani probabilmente dovrai cambiarlo tutto, perché avranno deciso che non gli va più a genio e ricominceranno compromessi, punti fermi etc etc…

Nulla è stabile e definitivo. Nulla è sempre sorridente e lustro.

Mamme: strategie di sopravvivenza?

Come affrontare tutto questo con una pandemia che va ad aggiungere ulteriori complicazioni?
Smettendo di volere essere una madre perfetta.
Perché, diciamolo davvero a chiare lettere, la mamma perfetta è noiosa e crea ansie nei figli.

Se tu fossi realmente perfetta i tuoi figli non avrebbero scampo, condannati a un paragone insuperabile. E non ti perdonerebbero mai per questo!
Quindi va bene così come sei, fragilità incluse, anzi, soprattutto quelle.

Non dobbiamo sopravvivere ma vivere, goderci tutto quello che la vita può offrirci, smettere di sentirci sempre fuori posto o mai abbastanza.
Quando ero alle prese con le prime notti insonni di Gaia Luna (mia figlia), le difficoltà con l’allattamento, i difficili incastri tra casa, lavoro e famiglia (che non quadravano mai!) ho imparato una cosa importantissima.
Che i modelli con cui mi paragonavo per misurare ciò che andava bene e ciò che invece faceva di me una mamma e donna un po’ poco performante erano tutti nella mia testa. O assorbiti da stimoli esterni. Ma di sicuro non universali e non definitivi.
Finivo per stancarmi per correr dietro a idee e modelli in cui mi giudicavo e condannavo da sola.

Non c’è alcun regolamento che dica come deve essere una casa e la famiglia che vi abita dentro.
Non sei pessima perché in casa tua regna il casino (se vuoi sentirti meglio, vieni a fare un giro nella mia!).

Ironia e leggerezza: due alleati contro la stanchezza e il perfezionismo

L’ironia è davvero un’arma potente. Saper guardare alle cose con un occhio benevolo, vedere il lato surreale, assurdo di ciò che stiamo vivendo è la chiave di volta per non soccombere.
Pensiamoci bene: in una serie su Netflix qual è la protagonista che amiamo di più, per cui proviamo simpatia?
La donna perfettina che non sbaglia mai un colpo o quella che arranca, magari fa pure gaffes atroci, è sempre un po’ in bilico ma non si avvilisce?

La prima ci sta un po’ lì alla fine, per la seconda invece tifiamo.
Perché, magari inconsapevolmente, sappiamo che è lei quella davvero forte. E, aggiungo io, quella vera, reale.

Ironizzare non significa non prendere nulla sul serio. Significa solo aggiungere un pizzico di leggerezza, guardare il lato non perfetto spesso comico di ciò che ci accade e di come riusciamo, in un modo o in un altro a superarlo. O ad abbracciarlo.

La leggerezza, l’ironia, sono potenti antidoti ai problemi. Risolvono un bel po’ il loro “peso specifico”.

Provare simpatia per noi stesse a volte è più importante che sentirci in gamba.

Voglio diventarmi amica, sostegno, voglio riuscire a tifare per me, anche quando sbaglio.

Mamme imperfette: vere meraviglie

La leggerezza ci permette di capire che non possiamo avere sempre tutte le risposte corrette, anche quando i nostri figli ritengono che dovremmo averle.
E possiamo anche dirglielo: non so tutto, non arrivo dappertutto, non sono in grado di risolvere qualsiasi problema.
Ed è utile perché gli permette di iniziare a misurarsi con la frustrazione, una sensazione con cui prima o poi anche loro dovranno fare i conti.

E soprattutto li libera: se noi possiamo non sapere tutto, anche loro possono. Sei noi possiamo essere imperfette, anche loro possono sbagliare.

E imparare a sbagliare e uno degli insegnamenti più grandi che possiamo dare ai nostri figli.

Crescere significa imparare a stare nelle frustrazioni, che non ci sarà mai un momento della vita in cui tutto filerà liscio e avremo tutte le risposte. Capiranno che essere perfetti non è né una virtù né un obiettivo.
E ti garantisco che gli avremo insegnato una grandissima lezione.

Questo non significa che non dovremo cercare risposte, metterci in discussione, attivarci per trovare soluzioni! Significa solo che non dobbiamo essere continuamente in gara con ideali insani.

Mamme: amarsi per amare

Per evitare che la stanchezza e il senso di fallimento o scoraggiamento ci assalga bisogna, di tanto in tanto, porsi una domanda: cosa è importante per me?
Figlio o figlia a parte. Chiediti cosa conta per te, cosa ti realizza molto.

Io amo la mia famiglia e il mio lavoro, sono una parte importante di me. Mia figlia e il mio compagno sono importanti ma lo sono anche io, io nelle mie passioni e interessi.

Se mi prosciugo, tutto a cascata va male: il mio lavoro (che coincide molto con la mia passione), la mia figura di madre e quella di compagna.
Perché se non mi reggo in piedi io crolla tutto attorno a me.

Cercare di sacrificarmi per la causa della famiglia e della dad, vivendo in apnea in attesa che tutto passi e ritorni alla normalità è una pianificazione davvero fallimentare. Ma è una strategia, un percorso eccellente verso l’esaurimento nervoso.

Inizia a prenderti spazi per te. Anche piccoli, un quarto d’ora alla volta.
Programmali seriamente! Segnali sul calendario così che divengano ancor più visibili, reali, veri appuntamenti. Che sia nero su bianco il fatto che quei tali giorni a quella tale ora tu non ci sei per nessuno. Tranne che per te stessa.

Se arrivasse il senso di colpa, ricordagli che stare bene ed essere carica ti renderà una madre migliore: prenderci dei momenti di sano egoismo è un atto di grande altruismo in realtà, una forma d’amore per la nostra famiglia, non solo per noi stesse.

E quando senti che l’insoddisfazione e la stanchezza sono in agguato fatti nuovamente quella domanda: cosa mi piace realmente? Cosa sto facendo per me stessa?

Mamma: sei perfetta così!

Tiriamo un po’ di somme e appuntiamoci un paio di concetti importanti. Puoi anche scriverli su un post it e appenderli allo specchio in cui ti guardi ogni mattina!

  • Ricordati che vai bene così, che non puoi essere perfetta perché non devi esserlo. Semplicemente devi rendere i tuoi standard più flessibili e smussare il tuo perfezionismo. Ti segno qui un altro link: eh sì, è un tema che mi sta molto a cuore!! “Perfezionismo: come essere perfettamente insoddisfatte” leggilo!!
  • Prenditi cura di te.
    Il tempo per te stessa è fondamentale.
    Accartocciandoti in mille preoccupazioni e cose da fare perdi lucidità ed energia.

Ritagliarti tempo per te è un ottimo investimento perché ti permette di riempire fino all’orlo il tuo serbatoio di energia, sia fisica che emotiva.
Se è quasi vuoto o peggio stai pure raschiando il fondo come puoi essere veloce, propositiva, serena e positiva come desideri tu? La realtà è sotto i nostri occhi: nulla si muove senza energia. Diversamente avremmo risolto molti problemi nel mondo!!

Se non vuoi farlo per te fallo per chi ami!
Ma ricordati sempre che una madre che non si ama è una madre che farà fatica a godersi il suo rapporto con i figli, che siano uno, due o una squadra di calcio.
Le persone che ami meritano il tuo amore. E tu per prima.


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